Dove
la natura si fa arte per dare lezioni di umiltà ad artisti ed uomini
di cultura.
Qui essa si diverte a farsi bella ed unica giocando tra
narcisismo e presunzione, elaborando impronte e progetti che poi
sembra applicare sul resto del Suo territorio.
Mi piace pensare che
senza il laboratorio di Plitvice questa regione non sarebbe stata
così bella ed unica.
Ogni qualvolta mi incanto alla fantasia delle
sue coste, al trionfo di isole e insenature che si susseguono in
sequenze ininterrotte,subito dopo,automaticamente,non posso fare a
meno di pensare ai litorali della Norvegia,della Galizia o della
Grecia.
A Plitvice questo non succede: ti occupa mente e cuore senza
possibili analogie.
Appare evidente che in nessun altro posto della
Nazione, come qui, il rapporto tra acqua e terra,potrebbe essere più
creativo e fertile.
l realismo e la forza di questa considerazione
emerge prepotente dalle sensazioni che partono istintivamente dalla pancia per
sedimentare, una ad una, nel cervello.
Ma è tempo di avviarci.
Un
percorso di 18 Km., recentemente(1979) dichiarato Patrimonio
dell'Umanità dall'Unesco, che comprende ben 16 laghetti collegati da
cascate mozzafiato.Il parco è' famoso per i suoi splendidi specchi
d'acqua turchese, nella cornice verde dei boschi che ammantano le
colline.
Il colore dei Laghi cambia di continuo: per la maggior parte
del tempo il colore dell'acqua è di un turchino intenso.ma le
sfumature cambiano con l'aumento o la diminuzione delle quantità di
minerali ed organismi presenti nell'acqua,in concomitanza delle
precipitazioni ed a seconda dell'angolazione del sole.Ci sono giorni
in cui i laghi sono di color verde giada,altri in cui virano verso il
grigio acciaio.Sentieri,passerelle e ponti pedonali si snodano tra i
laghi,passando sopra,sotto ed attraverso le loro acque.
In
Primavera le cascate traboccano d'acqua,d'estate il verde delle
colline è più intenso,in Autunno le foglie incantano con la magia
dei loro colori cangianti.
I laghi sono separati da barriere di roccia
dolomitica
che si espandono via via che muschi ed alghe assorbono il carbonato di calcio trasportato dall'acqua del fiume che filtra attraverso la roccia carsica.I vegetali di calcare crescono gli uni sugli altri,formando barriere di travertino che danno vita alle cascate.
E poiché il travertino si forma di continuo in combinazioni
sempre nuove il paesaggio si modifica incessantemente.
A conferma del
fatto che i Laghi rappresentano la cifra creativa ed il luogo simbolo
della Croazia giova ricordare che quando i Serbi hanno voluto
sottomettere questa regione,nel 1991,la guerra civile incominciò
proprio qui. Presero posizione negli uffici del Parco e trasformarono
gli alberghi in caserme per tutta la durata del conflitto , fino al
1993,sicuri che, impadronendosi di questa regione,avrebbero tenuto in
pugno il cuore della nazione: per questo la libertà di Plitvice
identifica la libertà della Croazia. Poi i disegni degli uomini
evaporano nelle pieghe della Storia,mentre quelli della natura
improntano il ricamo dell'Eterno.E nell'Atelier di Plitvice
con
l'interazione di roccia,acqua e vita vegetale,che prosegue
indisturbata dall'ultima era glaciale,Essa tratteggia capolavori più
per se stessa che per noi uomini,precisando,una volta per tutte, i
parametri della bellezza.
Appena finito il giro, ai cancelli del
parco, ho subito sentito che dovevo tornare: per
vedere tutto quanto non avevo ancora visto, vedere di nuovo quel che
avevo già visto, vedere in un'altra stagione quanto visto in questa,
vedere di notte quello visto di giorno, con il sole quanto la prima
volta era in ombra,rivedere il colore degli alberi, la pietra che ha
cambiato posto, l'ombra dove non c'era.
P.S. La maggior parte delle foto sono mie,qualcuna no: tutte,secondo me sono brutte copie della realtà.

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