IL
MOSCATO DI VOLPARA :
A
Volpara bisogna andarci di proposito,non ci si può arrivare
per
caso;ma una volta arrivati,poi,non c'è modo di pentirsi.
Un
Comune di ben 129(centoventinove) abitanti,collocato
nella parte alta
della valle ,a cavallo delle Provincie di Pavia
e Piacenza,scavata
dal torrente Versa: un fiumiciattolo che
ne segna il percorso
serpeggiando da Canevino, a circa 550
metri s.m. e sfocia, senza
gloria ne infamia ,nel Po,nei pressi
di Portalbera, sempre in
Provincia di Pavia.E' un piccolo
fiume che se non ci fosse, il Po,
non se ne dorrebbe più di
tanto;la valle Versa,però,senza di lui
non sarebbe più la
stessa.Le sue colline,i fertili vigneti,loro
si,ne sentirebbero la
mancanza;le uve non sarebbero così ricche e
pregiate,perché non potrebbero godere dell'arcano equilibrio
tra
il clima caldo,asciutto e ventilato,ed il corretto apporto di
umidità,garantito dal nostro piccolo fiume.Il paese situato a
circa
400 metri s.m.,in estate rappresenta un ottimo indirizzo
per sfuggire
all'afa ed alle zanzare della pianura.
Appena arrivati,in questo
piccolo centro,subito dopo ci si trova di fronte al dilemma: ed
adesso cosa posso fare per passare il tempo e
godere di qualche ora di
fresco? Bene vi servo subito.
In alto al paesino,in bella posizione
panoramica,potete( e dovete se
non siete gonzi)trovare una piccola e
graziosa chiesa
sconsacrata, IL TEMPIO DEL
MOSCATO, per la precisione
un Oratorio del XVII sec.(Telefono:
3391472800), dove i
fedeli,trovano la pace dell'anima
non con le preghiere,ma con
qualche bicchiere di una deliziosa
qualità di Moscato che si
coltiva e sgorga solo in questa
zona.Intendiamoci il vitigno
Moscato,dal latino muscus(muschio)a
causa del suo profumo
intenso e del dolce aroma del vino, non è
autoctono di quì: ai
più,senza dubbio, è molto più noto il
celebrato Moscato
d'Asti,ma qui se ne coltiva una varietà
unica che da risultati
particolarmente interessanti.Per
i “non addetti ai lavori”,e
solo per questi,
giova ricordare che
Moscato, Malvasia, Brachetto
e Gewurztraminer formano il gruppo di
Vitigni “aromatici”,
ovvero quelli che dopo la fermentazione
mantengono in
maniera decisa i profumi primari/varietali tipici
dell’uva
stessa. I Vini ottenuti con questi Vitigni possiedono dei
profumi piuttosto riconoscibili e intensi, che ne costituiscono
un
vero punto di forza.Paradossalmente ,a scoprire le
qualità originali,del Moscato di questa territorio è stata ,
guarda caso,
la
concorrenza : i vignaioli piemontesi ,che compravano le
uve di questa
zona per arricchire di profumo e aromi i loro
prodotti.
In
seguito,ma non subito,i produttori locali hanno deciso di giocare in
proprio la
partita,riunendosi in un Consorzio,con un preciso
disciplinare, registrato a termini di
legge,che definisce i limiti
geografici ed enologici,per poter utilizzare l'etichetta di
"Moscato
di Volpara".
Ma
è tempo ormai di entrare in chiesa per dare inizio alla funzione.Si
tratta di uno spazio
unico,con una specie di altare più o meno abside
dedicato a
San Moscato.
Il
lato interessante è quello di sinistra entrando,dove gentili
chierichetti/e vi servono
l'equivalente dell'acqua santa per il
segno della fede. Tutt'intorno tavolini e confezioni di
moscato a
gogo' .Poi ci si può accomodare dentro il locale o sul sagrato della
chiesa,alla
vista di un magnifico trionfo di verde,adagiato sulle
dolci colline dell'Oltrepo',per corredare il
battesimo del nostro
Moscato con degli ottimi piatti di salumi misti o formaggi.
Il
tutto servito non a prezzi da svendita,ma che non si possono nemmeno
definire salati.
Volete
che vi parli del vino? Se proprio insistete,ma con un avvertimento:
il vino si degusta
con i propri sensi ,con la propria esperienza e
con le proprie suggestioni;e pertanto non tutti
sentono tutto quello
che potrebbero,e non tutti sentono le stesse cose.
Dunque:Il
colore è giallo paglierino con delle nuances più chiare o più
dorate a seconda
delle varie cantine;i profumi
intensi,seducenti,aromatici che ricordano
pesche,albicocche,erbe
aromatiche ed agrumi.Al gusto è delicato gradevole,con una
dolcezza
che avvolge il palato senza svenevolezze,ben bilanciato dalla
componente
acida,con una bella complicità di profumi e sensazioni di
gusto che potrebbero corrompere
anche l'astemio più incallito,ed un
finale delicatamente amarognolo.E' un vino accattivante,
di serena e
facile bevibilità e se, per caso, doveste incontrare qualche
buontempone
ipocrita che frequenta la confraternita degli Analcolici
o degli Alcolici pentiti,in vena di
moralismi a basso
costo,riferitegli,a nome mio,che per la lucidità della loro zucca
vuota,non
basta astenersi dall'alcool,ma occorre fare il pieno ad un
distributore di perspicacia,cosa
molto più costosa e decisamente
meno allegra.
Prima
di salutarvi vi regalo i miei personali suggerimenti (e se li
rifiutate,giuro, non mi
offendo):abbinatelo a dolci in
genere,crostate,piccola pasticceria,e se volete godere
dell'uno e
dell'altra,con la cioccolata,a temperatura tra i 9° - 10°
gradi;
poi,e questa volta sono sicuro di scandalizzare i miei colleghi Sommelier,volendo giocare
d'azzardo,ma secondo me ne vale la
pena,abbinatelo a salumi nobili (anche piccanti come
la soppressata
calabrese)e formaggi(ad esempio il pecorino).Mi raccomando però
servendolo,in questo caso, ad una temperatura non inferiore e non
superiore ad 8° gradi.
CIN CIN
PS.Io
ho comprato Tre bottiglie dell'Azienda Calatroni di
Golferenzo(PV) e tre della
Cantina Monterosso di
Volpara.
Vi
consiglio di degustare entrambi : gemelli di vitigno,diversi di
carattere.Non ve ne
pentirete,proprio come me.
DAI TAVOLI DEL TEMPIO: LE PIEGHE MORBIDE DA CUI SGORGA IL MOSCATO
....ARRICCHENDOSI DI PROFUMI ED AROMI
....DI FRESCHEZZA E DOLCEZZA CHE PARLANO DI UNA TERRA GENEROSA ED ACCOGLIENTE
.... DECLINATI IN UN SERENO E GRADEVOLE EQUILIBRIO: DIFFICILE DA DIMENTICARE








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