domenica 2 marzo 2014

DI CHE... PANE SEI ?

DI CHE..PANE SEI?
(Le ragioni di un viaggio a Santa Cristina-PV)

Il pane non è un alimento;o meglio non è solo un alimento: per conto mio tra i pilastri che incardinano la vita divide insieme all'ossigeno il ruolo di protagonista e dunque si può configurare come uno dei sinonimi di “esistenza”.
Non riesco proprio ad immaginare alcuna possibilità di vita(umana) che non comprenda il pane;tant'è che,anche per coloro i quali si occupano di storia per professione, e non per curiosità come il sottoscritto, risulta difficile individuare,nel percorso dell'umanità, un periodo in cui esso non faceva parte della suo dieta fondamentale.
Per questo mangiare il pane mi emoziona:ha il fascino,del tutto estraneo alle consuete ed abituali procedure alimentari,del rito che implica appartenenza e conferma, e di conseguenza sicurezza ed eredità.Implicazioni culturali,etico religiose,o mitologiche? Forse. Ma quello che conta è che nel corso dei millenni per sigillare e rendere plastico un accordo,un patto,una appartenenza,un contratto un evento gli uomini hanno spessissimo utilizzato la simbologia del pane.E perchè altro se non perché il pane è connaturato indissolubilmente alla volontà dell'uomo di percorrere il tempo,di piegare la natura al suo insopprimibile istinto vitale,poiché risulta evidente che senza il suo intervento i vari cereali resterebbero cristallizzati nel loro stato e non diventerebbero mai il formidabile compagno di cui parliamo.
Perché vi dico tutto questo? Perché ogni volta che mi imbatto in un pane fatto in fretta senza fantasia senza competenza e soprattutto senza amore mi sento “fermentare” di rabbia e di delusione.
Al contrario, e per quanto detto quando mi capita di intercettare un prodotto con gli ingredienti di cui sopra mi sento come quando dopo aver vagato,smarrito per incerti sentieri, nei meandri di un bosco, ritrovo il passaggio segnato,la traccia sicura,la tranquillità del progetto di viaggio.
Ma potrei scrivere per ore di pane senza riuscire a trasmettervi il filo sotterraneo delle sensazioni che sintonizza cuore e cervello. Per cui non ho scelta mi tocca fare un esempio pratico per farvi partecipi della mia esperienza emotivo sensoriale. Anche se,devo confessarvelo,un po' mi dispiace,intanto perchè sono geloso delle mie scoperte e poi perché non so mai per certo se l'interlocutore possiede i sensori adatti .
Però oggi voglio fidarmi. E allora:
  • Amate il pane?
  • E la rosetta Di Lombardia(non un fiore ma il bozzetto di pane tipico di questa regione)?
  • Siete mai stati a Santa Cristina e Bissone Provincia di Pavia?
Al massimo potreste rispondere si alle prime due di queste tre domande. Però per capirne il senso e per quanto ancora non sapete delle prime due dovete fare un viaggio fino a Santa Cristina e Bissone(PV),un piccolo centro agricolo del pavese, tappa della via Francigena,sulla Pavia-Cremona. Non ci potete passare per caso,dovete avere uno scopo per andarci:un parente,un pellegrinaggio o come me per comprare il pane “alla Boutique del Pane di Barbieri e Lodola". Se però mangiate il pane per sfamarvi e basta,se vi accontentate di quello che trovate quasi ovunque,nei Supermercati e nella maggior parte delle panetterie, lasciate perdere e scusate il disturbo;ma se, nell'ambito dei ricordi teneri di tempi in cui le sensazioni diventano gli archetipi dell'immaginifico e dei sogni di adulti, collocate anche il profumo del pane appena sfornato ed i suoi colori nelle molteplici sfumature dell'ambra allora andateci al mattino,prima delle 8.30.Perché a quest'ora? Perché quasi certamente vi accadrà di incontrare un signore
alto,dall'età e dall'aspetto decisamente rispettabile,maglietta a maniche corte,in ogni stagione,e pantaloni bianchi(da panificatore),capelli bianchi(anche loro!) ed occhi miti sormontati da occhiali da vista,che, venendo dal retro, dove è sistemato il forno,silenzioso,posizionato in un angolo del locale osserva il flusso dei clienti che guadagnano la loro quota di pane.E se guardate bene scoprirete, non lo sguardo di chi vende,ma l'espressione attenta(ed anche leggermente ansiosa) di chi,nelle facce di coloro ai quali offre il frutto del suo lavoro,cerca la conferma ed il senso di una attività faticosissima,che ormai fanno in pochi,assolutamente non giustificata dall'entità dei guadagni,e che lo obbliga,da una vita, ad alzarsi ogni giorno alle 2..00 e ad andare a dormire(??) alle 9.00 del mattino.Nel Suo pane c'è tutta la fatica dell'uomo per l'uomo,la gioia implicita di offrire il meglio di se agli altri,per varcare senza incertezze il mero tratto utilitaristico dello scambio tra umani e gustare il risvolto del dono e della condivisione di esperienze, per disegnare insieme la trama dell'esistenza ,e per sottolineare uno dei lati positivi del racconto della storia dell'uomo.
Subito dopo fermate lo sguardo sulle rosette:
le vedrete gonfie leggere appoggiate nel loro scaffale( il primo da sinistra guardando il banco),quasi trasparenti vestite di una crosta sottile, croccante, che richiama le varie sfumature del biscotto ma con un'autorevolezza propria del patriarca degli alimenti:le protagoniste del nostro racconto.In mano sono quasi senza peso, vuote all'interno ,con le pareti tappezzate da una ragnatela di mollica sottilissima e trasparenti,croccantezza e friabilità straordinaria ma variabile ,a seconda dell'umidità ambientale,e resistente per diversi giorni,senza perderne il gusto tipico, mantenendo una palatabilità eccellente.E il profumo?Quello tipico che,sprigionando da una miriade di molecole odorose legate alla miracolosa combinazione di zuccheri e proteine prodotta dall'effetto della cottura, trasforma in casa, una costruzione qualsiasi,perfino un'automobile, ed in finestra di vita, un episodio di tempo qualunque. Della bontà delle sensazioni odorose che vi ho riferito,al di là della mia validazione personale, ho avuto reiterate conferme scientifiche da un consulente tecnico singolarmente e naturalmente qualificato:il mio aristocratico Boston Terrier,Artù,un piccolo grande esperto in profumi ,dotato di uno strumento di analisi originale e sofisticato.
Ebbene:Il Nostro, posto davanti a vari pezzetti di pane di varia provenienza e qualità, ha sempre scartato e trascurato senza incertezze(e senza ripensamenti postumi)quelli non “made in Santa Cristina”, per mangiare esclusivamente questi ultimi. Se pensate per caso di eccepire sul metodo scientifico sono disponibile a discuterne ma se voleste dubitare delle capacità di analisi sensoriale e dei gusti ,conseguentemente sofisticati, del mio Boston sarei costretto a scagliare l'Anatema contro di voi!!
A questo punto,al momento di ordinare, vi potrete imbattere,a seconda del turno, nel gran cerimoniere ,il regista del racconto,una donnina non molto alta,la moglie del panificatore di cui abbiamo parlato prima,con un profilo intelligente ed atteggiamenti gentili: vi servirà con cortesia e garbo scegliendo le rosette una per una ed offrendovi quelle che ritiene le migliori per voi.E badate, è una che di pane ne sa qualcosa: vi sta servendo niente di meno che la Presidente dei Panificatori della Provincia di Pavia..
Poi portatele a casa resistendo alla tentazione di sgranocchiarle durante il viaggio. Nel frattempo,se siete in macchina e lasciate il sacchetto aperto, scoprirete come la vostra vettura si possa beare dell'aroma del pane e come,per una volta, essa proverà a scordare l'orribile tanfo di fumo che gli ricorda la parte peggiore di voi. Arrivati in cucina,apritele,arricchitele di alcune fette di profumatissima coppa piacentina(o pavese),stappate una buona bottiglia di Bonarda dei colli piacentini(o pavesi) ed infine mangiatele, dopo aver chiesto scusa alla vostra compagna(o compagno),perché sensazioni così equivalgono ad un tradimento!!
Rino Lombardo.Saprete finalmente di che pane siete fatti e troverete così la ragione di un viaggio a Santa Cristina.

PS. Per i più sospettosi: non ho alcun legame di parentela ,cittadinanza o di interesse con le persone o con il paese di cui ho.scritto.Il pane che compro mi costa dieci volte di più rispetto ai prezzi correnti della città dove abito(ovviamente per spese accessorie:viaggio ,tempo,carburante ecc.).Confesso però di avere un grosso interesse: promuovere il buono,perché, se molti lo pretendono,le cose buone restano possibili a lungo.

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